Cime Tempestose Desy Giuffrè

Close your eyes and...recensione per Cime Tempestose

lunedì, aprile 16, 2012Desy Giuffrè

Carissimi lettori,

sono appena trascorse poco più di due settimane dall'uscita di Io sono Heathcliff, e se non riesco ad essere presente come vorrei qui su Holly Girls, è sicuramente per via delle numerose sorprese che sto preparando proprio per voi sostenitori del mio romanzo (i tempi si stanno dimostrando più lunghi del previsto, ma non perdete le speranze! ^_^ ).

Dunque, oggi vorrei condividere con voi la mia personale recensione al grande classioco da cui ho tratto l'ispirazione per dar vita ad Io sono Heathcliff, ovvero:
Cime tempestose, di Emily Bronte.
Più volte ho accennato al legame che mi unisce a questo classico immortale e senza tempo, oltre che alla personalità indomita, misteriosa e solitaria della sua preziosa autrice.

Ebbene, in occasione di uno "speciale" dedicato ad Io sono Heathcliff e indetto dal blog letterario Le Mele del Silenzio, ho presentato la mia recensione (più che altro pareri e sensazioni posti per iscritto) per Cime Tempestose, ed oggi vorrei condividerla su Holly Girls, con tutti voi :)

Bando alle chiacchiere, vi lascio in compagnia di questi miei pensieri dedicati ad un libro che per me ha quasi assunto anima e parola...

CIME TEMPESTOSE


In nome di un amore che sfida il tempo e lo spazio, un romanzo che vive attraverso i secoli e pulsa d’incessanti emozioni al ritmo di pagine taglienti che sanno d’immortale bellezza e poesia.
Cime Tempestose, unico romanzo scritto da Emily Bronte nel 1847, conserva il posto di uno dei grandi classici più amati nel patrimonio della letteratura mondiale, nonché pietra miliare del patrimonio culturale anglosassone.
Ma in cosa consiste la sua reale e preziosa magnificenza? Nei contenuti, nello stile linguistico in esso adoperato, o nell’indiscussa capacità che questa storia sembra possedere, ovvero quella di colpire inevitabilmente l’animo dei lettori fino a lasciare in questi un vuoto incolmabile di perplessità, amarezza e insaziabile aspettativa?
Ebbene, forse la risposta più adatta risiede in ogni alternativa sopra elencata. Al di là della trama centrale che vede una ragazza di alto rango (Catherine Earnshaw) innamorarsi dello zingaro adottato dal padre (Heathcliff), e per tale amore tormentato lasciarsi travolgere dalla “follia” fino a morirne, esiste un profondo legame tra i protagonisti principali e l’autrice che ha dato vita a questa storia: un devastante amore, quello di Emily,  per il micro mondo creato dal suo animo terribilmente bello e burrascoso, talmente forte da divenire simile alle rocce, estraneo agli attacchi esterni delle passioni terrene.
L’orgoglio e la grande concentrazione che l’autrice produce su se stessa (un atteggiamento tanto simile a quello della grande Dickinson) rendono lo stile narrativo dell’intero romanzo unico nel suo genere, dai tratti cupi, distruttivi, carichi di una vitalità romantica fuori dal comune.
Autrice definita “visionaria”, capace di personificare -in una perfetta simbologia- la natura nelle parole, si distingue nel panorama letterario per il suo animo vergine e tenace.
Le scene in Cime Tempestose si alternano in un’ansia tesa e solenne, lì dove la donna (in questo caso Cathy) si arrende totalmente e incondizionatamente alla sua identità, e sceglie di divenire “l’incarnazione” dell’uomo che ama: “Io sono Heathcliff!”.
Con questa dichiarazione, Cathy diviene il riflesso di Heathcliff, alienando la sua personalità a favore di un amore che lei stessa, però, decide di rendere impossibile.
In un’epoca in cui l’uomo sembra essere l’unico soggetto in grado di compiere delle azioni, di assumersi delle responsabilità, l’obiettivo primo della donna  è quello di amare e a sua volta di essere amata, come se da questo dipendesse la sua stessa esistenza, il suo sentirsi parte della sovranità che l’uomo esercita nel mondo.
Per l’amore narrato in Cime Tempestose tutto però sembra complicarsi, nonostante i due protagonisti arrivano quasi ad identificarsi come “figli della tempesta”.
Perché sì, stavolta non sarà l’uomo a muovere i passi del destino, bensì la donna: Cathy, con le sue incredibili fragilità e l’incapacità di accettare una diversità sociale da sempre esistita tra lei e il suo amato Heathcliff.
Anima e carne entrano in contrasto tra loro, giungendo a consumare dall’interno un amore mai realmente vissuto materialmente come Heathcliff avrebbe ardentemente desiderato, a tal punto da bramare la morte per unire i suoi resti a quelli della povera Cathy.
Che si voglia o meno, Cime Tempestose sarà per sempre emblema di un sentimento malsano, per molti intollerabile, ma indiscutibilmente capace di vincere lo scorrere del tempo. Divenendo immortale. E irripetibile.


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"Lo stare insieme è nello stesso tempo per noi essere liberi come nella solitudine, essere contenti come in compagnia."
Emily Brontë

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