Catherine Earnshaw Cime Tempestose

Ripercorrendo lo Speciale sorelle Bronte...

martedì, dicembre 20, 2011Desy Giuffrè

Un colore che porta il nome di un personaggio entrato a far parte nella storia della letteratura. Una donna che non teme la morte, se giunta in nome dell'amore.


Bentornati, cari lettori!

Stasera vorrei inaugurare la pagina Entry to the pen...Voce alla penna, con relativa voce di "Recensioni e approfondimenti" dedicata, appunto, ad articoli che mirano determinati argomenti: dalle recensioni alle mie letture preferite, ad approfondimenti su tematiche, personaggi, generi, ect.

Ripercorrendo piacevoli ricordi che si legano al periodo in cui io e le ragazze di Diario di Pensieri Persi abbiamo lavorato allo Speciale dedicato alle Sorelle Bronte, inoltro qui di seguito uno degli articoli ho preparato, direi tra quelli che più mi stanno a cuore, proprio per il suo tentare di scavare nell'animo di Cathy Earnshaw, protagonista del nostro amato e odiato Cime Tempestose.

Una ricerca sulle sue abitudini, il suo gusto nel vestiario, la natura del suo carattere perennemente in contraddizione con i suoi desideri e bisogni.

Vi lascio a "Le bianche note di Catherine Earnshaw", leggibile anche su:



Note bianche e insolite quelle che descrivono Cathy Earnshaw, protagonista indiscussa del dramma d’amore che ha cavalcato il tempo fino ai giorni d’oggi, siglato Emily Bronte, autentico genio della letteratura inglese di un 800’ il cui sfondo è dipinto dalle brughiere selvagge e ancora incontaminate dello Yorkshire.

Una particolare attenzione va rivolta all’abbigliamento di questa giovane donna, vittima del sentimento devastante e malsano nutrito per il suo eterno e impossibile amore, Heathcliff. Una sottile e quasi impercettibile caratteristica spesso passata inosservata ai lettori, ma che balza agli occhi dei più attenti  a simili dettagli; singolare è infatti la scelta di Emily nel volerla  vestire unicamente con una tonalità: quella del bianco. 
Bianco, come il candore intatto della passione che mai  Cathy ha potuto consumare nel modo in cui avrebbe voluto, con il suo Heathcliff. Bianco, come il colore di alcuni fiori che si estendono nelle brughiere attraversate da loro infinite volte, profumati di tutti i sogni che avevano affidato alle loro fresche corolle. Bianco, nell’infante speranza che abbandona il tempo e lascia spazio al dolore. Gli abiti di Cathy danzano in quell’immortale assenza di altre nuance, simbolo delle diverse emozioni che a lei sono state negate, e delle quali l’autrice stessa decide di privarla anche nell’aspetto estetico con il quale la presenta ai suoi lettori. 
Riccioli neri che sfuggivano sotto l'ala di un berretto di pelo... l'aiutai a togliersi il mantello, ed ecco comparire uno splendido abito di seta bianca, calze bianche e scarpe di vernice. 
L’altera bellezza dei suoi lineamenti, dei capelli corvini che incorniciano il volto capriccioso, viene messa in risalto dal chiarore di un abbigliamento che quasi sembra illuminarla di luce propria, rendendo forse già un’idea di quel che sarebbe stato il suo breve futuro. 

Il tono del bianco è presente anche in quello che viene considerato il secondo ed ultimo capitolo della vita di Catherine Earnshaw, ovvero il periodo segnato dalla follia nell’incapacità di accettare la rinuncia all’uomo che ama. Da questo momento è certo l’aspetto più negativo che tanto contrasto lattescente vuole assumere, e che fissa i punti inequivocabili di una fine lenta e vuota. È il bianco dell’assenza, dell’alienazione priva di alcun posto d’ombra, dove la mente viene accecata dalla forza brutale dei sentimenti che uccideranno questo personaggio e l’amore al quale, invano, ha cercato di ancorarsi disperatamente. Indossava un abito bianco e le sue spalle erano coperte da uno scialle. All'inizio della malattia molti dei suoi lunghi e sottili capelli erano stati tagliati, e ora li teneva raccolti in semplici trecce intorno alle tempie e alla nuca.
Indossava un abito bianco e le sue spalle erano coperte da uno scialle. All'inizio della malattia molti dei suoi lunghi e sottili capelli erano stati tagliati, e ora li teneva raccolti in semplici trecce intorno alle tempie e alla nuca. 
Tuttavia, sono brevi e pochissimi gli accenni che la Bronte decide d’inserire riguardo il vestiario utilizzato da Cathy, eppure sono tali da lasciarci di lei un’immagine perfettamente nitida, capace di varcare il confine delle pagine in cui vive, e di fare imprimere le sue particolarità nel cuore dei lettori che l’hanno amata e odiata nel corso della sua triste storia. 

Sarà dunque bianco il ricordo che Cathy lascerà di sé, legato allo stato che la vedrà schiava della brughiera e dell’amore che la terranno vincolata ad una terra a lei ostile, nemica, ma alla quale non saprà mai rinunciare. Una firma bianca e indelebile quella di Catherine Earnshaw, che troverà luce nell’imbrunire delle notti tempestose della sua anima.

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"Lo stare insieme è nello stesso tempo per noi essere liberi come nella solitudine, essere contenti come in compagnia."
Emily Brontë

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